Costruita sul colle di Cardina, sopra Como, per volere dello scrittore Carlo Pisani Dossi, la villa fu ideata dall'architetto Luigi Conconi in un contesto di eccezionale valore ambientale. Carlo Dossi scelse la località dove erigere l’edificio considerando l’eccezionale rapporto ambientale con il lago e la suggestione offerta dai cipressi, evocanti le atmosfere della pittura di Boklin che il poeta amava.
La costruzione iniziata nel 1897, fu terminata nel 1910. Edificio isolato, imponente ed asimmetrico, in posizione dominante sul lago circondato da alberi d'alto fusto, si sviluppa su tre piani sfruttano il dislivello del terreno. L'ingresso, rivolto verso il giardino, si apre sul piano mediano cui è sovrapposto un ultimo piano con le stanze degli ospiti ed un salone a loggiato. Dall'ingresso si passa ad un ampio vestibolo e quindi allo scalone la cui balaustra in ferro battuto è opera di Alessandro Mazzuccottelli. Il piano sottostante è quello di rappresentanza con il celebre "portico degli amici" sulle cui colonne furono incisi i nomi di alcuni membri del circolo artistico degli scapigliati milanesi (Tranquillo Cremona, Giuseppe Grandi, Giuseppe Rovani, Giosuè Carducci). Al centro del portico si innalza la "coppa dell'amicizia" in marmo rosa di Candoglia. Dal portico, con ampia vista panoramica sulla città e sul bacino di Como, si accede alla sala da pranzo e a quella del cinematografo.