A volte i giochi di parole, anche quelli più banali, esercitano un’attrazione irresistibile. E’ il caso di Torno, incantevole piccolo paese di mille abitanti sul Lago di Como, il cui nome suggerisce la promessa di un inevitabile ritorno.
Perché si torna a Torno è presto detto. Il paese è abbarbicato su un promontorio roccioso in uno dei punti più spettacolari del Lago ed offre un panorama incantevole. Percorrendo le piccole strade strette del borgo antico si giunge sino alla sommità del paese; da qui attraverso antiche mulattiere ci si addentra nel silenzio di boschi profondi e ci si stupirà della presenza di massi giganteschi trasportati dalle grandi glaciazioni, testimonianze di epoche di grandi sconvolgimenti. Il più famoso è chiamato “Pietra Pendula” perché posto in bilico non si sa quanto precario su un masso molto più piccolo.
Ma per quanto sorprendenti, e vi assicuro che lo sono, non è certo per i massi del Quaternario che si va a Torno. Il nostro suggerimento è di arrivarci dal lago; solcando le acque potrete ammirare da un lato la Villa Pliniana in Torno sul lago di Como (di essa ne parliamo qui), dall’altro la vista del paese dal quale spicca il campanile di Santa Tecla, una chiesa di origine romanica decorata all’interno da pregevoli affreschi. Se siete inclini alla pura contemplazione, non sentitevi in colpa e godetevi la vista del lago comodamente ospitati da uno dei caffè del porticciolo. Se invece vi anima uno spirito più dinamico e avventuroso, il consiglio è di affrontare la Strada Regia, un tracciato lungo 32 chilometri quasi interamente pedonale che collega Como a Bellagio. Partendo da Torno è possibile percorrere i tratti che conducono verso Brunate percorrendo sentieri perfettamente curati e ben segnalati.